Creativity is the ability to introduce order into the randomness of nature. - Eric Hoffer 
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Le Origini

La storia dei Giochi Paralimpici

La storia delle paralimpiadi trova le sue origini nel periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale, quando i tradizionali metodi di riabilitazione non erano più sufficienti per le necessità mediche e psicologiche del civili e dei soldati con disabilità.

Nel 1944, su richiesta del Governo britannico, il Dr. Ludwig Guttmann, neurologo e neurochirurgo immigrato dalla Germania, creò un Centro per Lesioni spinali presso l’ospedale di Stoke Mandelville in Gran Bretagna.
A Stoke Mandelville Guttmann introdusse lo sport come forma di ricreazione e come aiuto per la riabilitazione. Il suo lavoro portò ad un’accresciuta predominanza dello sport per i pazienti con lesioni spinali nel corso dei Primi Giochi Internazionali in Stoke Mandelville in 1952.
Nel tempo, gli eventi sportivi per disabili si sono succeduti fino a dare origine alle Paralimpiadi, le prime a Roma nel 1960, e le prime invernali nel 1976. Nel 1982, il Comitato di Coordinamento internazionale dell’organizzazione mondiale per lo sport disabile (ICC) fu incaricato di coordinare l’organizzazione dei giochi paralimpici rappresentando le organizzazioni partecipanti in dialogo con il Comitato Olimpico Internazionale (IOC) e le altre organizzazioni globali.

La parola “PARALIMPICO” deriva dal prefisso greco “PARA” (che significa “parallelo”) e il termine “Olimpico” (le Paralimpiadi come parallelo alle Olimpiadi). “Paralimpici” è stato il termine ufficiale per i Giochi dal 1988.

La crescita del movimento paralimpico è ben esemplificata dai numeri: più di 4000 atleti provenienti da 123 nazioni ai giochi Paralimpici di Sydney 2000.

L’UNESCO ha definito lo sport come “Qualsiasi attività a carattere di gioco o che implichi una lotta con se stesso o con gli altri, o un confronto con elementi naturali. Se questa attività implica competizione, deve essere realizzata con spirito sportivo. Non ci può essere vero sport senza fair-play. Ogni regola va osservata tenendo presente questo principio.”

Lo sport ha molti ingredienti e può essere goduto in diversi modi. Anche se è definito tenendo presente le persone normodotate, le esigenze e i requisiti per le persone disabili sono gli stessi.